
SOMEWHERE - SOFIA COPPOLA
Quando leggiamo un cognome famoso pensiamo subito ai figli d'arte ed al fatto che, magari, abbiano avuto successo soltanto grazie ai genitori. Spesso è vero, ma non è il caso di Sofia Coppola. Somewhere, narra la storia di un attore di grido, divorziato, che abita in un appartamento di lusso in totale solitudine, anche se circondato da ragazze che fanno lapdance in camera sua, avvolto da un'aura di silenzio e forse anche di tristezza. Lui, John Marco, che vive tra l'ossessione di un suv che lo segue di continuo (ma forse è soltanto una delle tante paranoie che nascono nel mondo del jet-set) ed i messaggi dai toni minacciosi e offensivi che riceve sul cellulare, scoprirà nella piccola figlia Cleo, che lo viene a trovare prima di recarsi al campo estivo, la donna della propria vita. Dopo un approccio iniziale imbarazzato, comincia ad affezionarsi a lei, e, pian piano, si rende conto di volerle bene. Partono insieme per l'Italia, dove l'attore riceve un premio. John è turbato e frustrato anche durante la premiazione. Però si sta divertendo. Sua figlia cucina per lui e lo guarda come se fosse un eroe. Una attrice va a stare a casa sua per una notte e rimane per la colazione; ma quando Cleo la conosce egli si accorge di provare un leggero imbarazzo. Da quel momento in poi rifiuterà donne, e comincerà a sentirsi parte di “un qualcosa” insieme a sua figlia: ogni giorno di più. Tenerezze e complicità tra i due continuano: Cleo è un ottima cuoca e cucina anche per un amico di papà, interpretato, con leggerezza, da Chris Pontius, direttamente da Mtv e da Jackass. La bambina è felice e spensierata insieme al padre: vanno in piscina, prendono il sole, giocano. Arriva il giorno della partenza e Cleo piange la mancanza affettiva del padre e della madre e torna a sentirsi abbandonata; John la porta a giocare a dadi per farla distrarre e poi la accompagna a prendere il taxi per il campo estivo. Si confessa e le dice: “scusa se non ci sono mai”. Lei saluta e va via. Ma il colpo deve essere stato duro per John che diventa sempre più pensieroso e cupo; gli manca qualcosa da quando è partita. Depresso, in cerca di conforto, chiama una donna; cucina da solo; si accorge, in lacrime, dopo tanto tempo, di aver sbagliato tutte le scelte della sua vita. Prende la Ferrari e,ancora una volta, si accorge di essere seguito. Si ferma in piena campagna ed abbandona l'auto e, con lei, il mondo che si era costruito in cerca della felicità. Il film è delizioso e struggente al tempo stesso: la Coppola ci propone acquerelli familiari aggraziati incorniciati dall'immancabile sottofondo musicale firmato “The Strokes”, gli stessi della colonna sonora del film “Marie Antoinette”. Ne è sicuramente una fan. Di grande effetto la scelta della regia: rapidità nelle scene di minor rilievo ai fini della storia e grande lentezza in quelle che rappresentano la famiglia e gli stati d'animo dei personaggi. Solo un cenno va fatto agli attori e personaggi televisivi italiani che si sono prestati come comparse nella pellicola:Valeria Marini,Simona Ventura,Nino Frassica,Giorgia Surina ed altri.
Claudio Cora
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