
Vecchia scuola o nuova scuola, dove ti collocheresti?
Sinceramente parlando non ho mai capito quale fosse il motivo di dividere il tutto in prima e dopo soprattutto perché non so quale sia il momento che ha sancito un prima e un dopo. L'unica cosa che ho capito è che per alcuni una delle due posizioni è bene e l'altra è male; dipende sempre da quale posizione si considera la propria. Per quanto riguarda me, ho finito la scuola da un pezzo.
Perché ti sei concentrato sulle produzioni e hai smesso di comporre testi?
In realtà non lo so, so solo che ad un certo punto la mia attenzione è andata in maniera praticamente assoluta sulle produzioni. Ho sempre sofferto le tempistiche non mie, avere un gruppo (militavo nei Souleloquy) ti porta a dover scandire il tempo in un modo non tuo e spesso vedevo cose scritte invecchiare ed allontanarsi lentamente anche da quella che era la mia visione delle cose; produrre è più intimo, è più mio. Quando produco non devo aspettare nessuno, non devo aspettare nemmeno me stesso perché approccio il tutto in maniera abbastanza istintiva. Ci sono persone che ancora oggi mi "implorano" di scrivere e non so se mi capiterà ancora di sedermi davanti a un foglio con una penna in mano.
Quale è il disco che ti ha cambiato la vita?
Dummy dei Portishead.
Quale è il gruppo o l'artista contemporaneo che ti ispira maggiormente a livello musicale?
Ce ne sono troppi, so solo che sono molto influenzato dalla scena inglese soprattutto dal mondo che orbita intorno alla "bass music".
Mi piacciono artisti come James Blake, MachineDrum, Nosaj Thing, Burial, Bok Bok, Hudson Mohawke, Rustie, Crookers, Jemie XX, Eskmo e altri ancora.
Cosa pensi dell'evoluzione o involuzione della scena musicale italiana?
La scena musicale italiana è strana perché è strana la maniera che hanno i musicisti di vivere la musica e il suo "contorno". Lo sport nazionale è essere un "hater" ossia una persona che deve smerdare aprioristicamente tutto quello che non è suo o che, per incapacità, non si riesce a fare o raggiungere. Io sono stanco e non sono mai stato interessato a questo meccanismo ma ho capito cosa questo ha portato alla musica: rallentamento.
Da tempo sono trasversale a tutto quello che è il main mood della scena musicale tutta e faccio quello che nella mia testa è quello che io devo fare, non ho tempo per perdere tempo dietro ad un rallentamento generale. Ci sono tante persone di talento in Italia ma non c'è oggettività nei fruitori. Per fortuna l'Italia ha un confine geografico e al di fuori le cose vanno diversamente… io guardo lì e da lì traggo soddisfazioni. La scena elettronica italiana ha bei numeri da giocarsi e ci sono persone che lo stanno dimostrando largamente in tutto il mondo.
Se volete degli aggiornamenti su quella che è della buona musica italiana seguite: luckybeard.net
Cosa pensi della tua musica?
Penso che la mia musica non sia male e noto che altre persone la pensano come me, la mia musica è personale ed è in continua trasformazione proprio perché io di natura sono una persona curiosa. Spero di poter rimanere quanto più tempo possibile al fianco della mia musica per renderla ancora di più la mia immagine comunicativa verso il mondo.
Claudio Cora
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