mercoledì 14 marzo 2012

BLACK LIPS - ARABIA MOUNTAIN


BLACK LIPS-ARABIA MOUNTAIN


I rabbiosi Black Lips sono tornati a mordere.

Con “Arabia Mountain” la band di Atlanta si afferma nel panorama musicale mondiale, dopo tanto tempo, forse un pò troppo. Questo è il sesto disco per loro: sound completamente nuovi, grazie anche all'intervento divino del produttore Mark Ronson, già conosciuto ai più, nell'ambito pop, per cantanti del calibro di Amy Winehouse, Duran Duran e molti altri. L'album è diverso dai cinque precedenti, è più melodico ed ascoltabile senza nulla togliere alla potenza dei suoni. Ci sono voluti quasi due anni negli studi di Brooklyn per registrarlo e mixarlo, a differenza dei precedenti, che hanno richiesto solo poche settimane. Sembra di ascoltare i Damned, ma vocalmente differenti; oppure i Sonics, ma molto meno furiosi. L'introduzione dello strumento del sassofono ci porta in ere passate ma anche avanti anni luce. Idea geniale. I Black Lips con quest'album innovano la musica trita e ritrita del panorama odierno senza copiare nessuno. Lo spirito garage-punk della band non si smentisce mai; è un “flower punk”, così definisce il suo genere attuale la band, ma nuovo. Ramones, surf, hippie e garage sono le parole chiave di questo disco. Una band che sa mordere ma anche accarezzare. La voce quasi stonata di Cole Alexander, la chitarra malefica di Ian Saint Pè e i suoi effetti anni sessanta, la batteria educata, ma veloce e non troppo minimale, di Joe Bradley, il basso ritmato e innovatore di Jared Swilley ,ci portano in un altra dimensione sin dalla prima canzone “Family tree”che potrebbe essere tranquillamente la colonna sonora di un film di Quentin Tarantino.”Modern Art”, un po' Rolling Stones un po' Beatles, anche se non sembra possibile. “Spidey's Curse”,estremamente anni sessanta, un po' Kinks degli ultimi tempi ma senza esagerare con la tranquillità. Le canzoni che spiccano sono “Mad Dog”con un sassofono che introduce una canzone davvero ben studiata in tutti i minimi dettagli, suoni, tempi e melodie, “Mr driver”, pezzo meraviglioso studiato appositamente per la guida con il vento tra i capelli, la rapida e movimentata “New Directions”,canzone luminosa e dai suoni alterati e”Raw meat”scritta probabilmente in onore di Mark Ronson il quale, durante le registrazioni, stava quasi morendo per un intossicazione alimentare in un sushi bar. Le melodie alcune volte appaiono confuse, “acquose” e graffianti, ma, dopo qualche ascolto, vi renderete conto che è un album nato per cullarvi oltre le nuvole.


Claudio Cora

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